Attrezzarsi in economia

Come fare per partire da zero?

Troppo facile consigliare ai neofiti del cicloviaggio l’acquisto di un mezzo da 2000 € o una tenda da oltre 150 € !

Molti di coloro che si avvicinano a questa esperienza possono spendere cifre decisamente minori anche in virtù di una modalità di viaggio che fa dell’economicità e della misura delle risorse la propria filosofia.

Difficile districarsi nel dedalo dei costi dell'attrezzatura. Anche l'aggettivo "necessario" ha un peso fin troppo individuale.

Ho da sempre vissuto nella condizione di dover fare con poco; le volte che mi sono permesso qualche spesa consistente ho dovuto in seguito tirare la cinghia; ciò ha determinato un “standard personale”, comunque opinabile, che ora mi permetto di esternare in queste righe:

La bicicletta

Avendo in passato usato per il viaggio diverse tipologie di bici, provenendo dal mountain biking ho sempre pensato che la mtb potesse essere la bici più versatile al riguardo: tanti rapporti, struttura robusta, possibilità di cambiare le coperture a seconda del tipo di terreno che si intende percorrere.

Una bici da viaggio non ha assolutamente bisogno di equipaggiamento all’avanguardia, dell’ultimo gruppo e così via… ma si avvale di una meccanica semplice e durevole, ben manutenuta e regolata.

Anche city bike o "trekking" sono mezzi economici e preposti al viaggio: gamma di rapporti abbastanza vasta e predisposizione per portapacchi.

Tali mezzi si possono trovare nel mercato dell’usato grazie al cambio frequente di corredo sportivo o per inutilizzo: la spesa è quella del valore corrente, quindi sufficientemente deprezzata.

Biciclette di 10-15 anni fa hanno spesso il vantaggio di essere state costruite senza rincorsa alla leggerezza estrema e con materiali resistenti nel tempo. Una bike del genere potrebbe costare da 100 a 300 €, dipendente dalle condizioni in cui si trova.

Conoscere qualcosa di meccanica spicciola è importante al fine di poter realizzare in autonomia alcune manutenzioni e ricorrere al meccanico il meno possibile. Anche i componenti e ricambi più disparati si possono trovare nel mercato, nuovi o usati.

Attrezzatura: portapacchi e borse da viaggio

Ho sempre viaggiato in estate, durante le ferie, con lo stretto necessario estivo, per cui ho utilizzato solo le classiche borse agganciate al portapacchi posteriore.

Chi ha esperienza nel trekking di alcuni giorni e ha trasportato sulla schiena lo zaino è consapevole di quel che serve e di ciò che si può fare a meno; si può applicare lo stesso criterio in ciò che si carica nella bici per viaggiare più leggeri e con meno ingombro.

Ovviamente la bicicletta avrà bisogno di attrezzatura per eventuali riparazioni; anche qui ci si affida al minimo necessario trasportabile, ad utensili di ridotte dimensioni e alla.. fortuna. Un accurato controllo e una buona manutenzione prima di un viaggio può escludere diversi inconvenienti.

Così le due borse possono essere sufficienti a trasportare tutto o quasi; spesso si aggiunge una borsa orizzontale sul portapacchi posteriore per qualcosa di uso immediato o semplicemente per la tenda. Una borsa di piccole dimensioni al manubrio consente di avere sotto mano documenti, soldi, fotocamera.

Fino a poco tempo fa questi accessori erano piuttosto costosi e particolari, ora si possono trovare borse simili fra loro a prezzi decisamente ridotti. Importante è valutarne la robustezza, soprattutto negli attacchi al portapacchi.

Portapacchi: esistono articoli "blasonati" che presentano splendide soluzioni ma anche prezzi folli.

Con una paziente ricerca in rete si può trovare e spendere anche un ¼ dei prezzi più alti. Da privilegiare ovviamente la robustezza e la semplicità .

Data la mia attuale bike e relativa configurazione, al momento non sono interessato al bikepacking.

Il bikepacking è una interessante modalità di carico sorta principalmente per attrezzare mtb in escursioni offroad di pochi giorni dove maneggevolezza e ingombri contenuti consentono di affrontare percorsi anche tecnici.

Geniale per certi versi. Esasperato in quei casi in cui, per restare coerenti alla “linea” (moda), nei viaggi più lunghi, si carica poi la bici con innumerevoli borsine, lacci e contenitori, venendo a meno il concetto primario di compattezza. Viene da chiedersi se non è il caso, allora, di viaggiare con le classiche borse con tutto molto più in ordine sia all’esterno che all’interno.

Anche il bikepacking, all’inizio della sua comparsa, ha avuto costi improponibili… ora tutto si è sedato, in virtù di accessori diffusi e facili da autoscostruirsi.

Ultimamente ho montato sulla mia bici un piccolo portapacchi anteriore per provare a distribuire il carico fra fronte e retro, cercando di fare a meno delle borse laterali e caricando in una sorta di modalità a metà fra i due sistemi; ancora da collaudare.

Attrezzatura per dormire

Mi piace essere autosufficiente ed avere la possibilità di fermarmi anche dove non posso trovare un alloggio, per questo motivo porto sempre l’attrezzatura relativa. Ciò ha un peso… ed un prezzo.

Anche in questo caso i costi coprono un range molto vasto.

Una tenda commercializzata dalla catena Decathlon costa un’inezia davvero; è robusta e i due posti a disposizione (stretti a dire la verità) possono essere compensati nell’utilizzo per una sola persona, potendo ospitare anche i bagagli all’interno. Il peso è circa 2,5 kg, nella norma o di poco superiore riguardo molte tende simili. Ripiegata a dovere tiene veramente poco posto (rispetto alla confezione di vendita).

Ho provato anche tendine ad un posto; essendo io piuttosto ingombrante la sensazione è quella di stare dentro un sarcofago. Preferisco una tenda contenuta da 2 posti, mezzo chilo in più di peso ma sicuramente tanto spazio.

Il sacco a pelo è subordinato al viaggio e relative temperature previste. Qui è bene effettuare una ricerca accurata. Sul sacco a pelo non bisogna lesinare in qualità ma cercare ad ogni modo un buon compromesso fra comodità/ingombro/spesa. E' l’elemento più importante nel caso si vogliano affrontare temperature anche basse.

Anche per i materassini su quali coricarsi occorre fare le stesse considerazioni di tenda e sacco a pelo.

Abbigliamento

Necessari a mio vedere i pantaloncini da ciclista, quelli con l’imbottitura tipo “pannolino” (da usarsi senza intimo, senza mutande per intenderci). Molte le versioni in commercio: importante è che siano robusti e che sia confortevole l’imbottitura. Anche qui prezzi viariabilissimi… non è detto che quelli che costano di più siano migliori e viceversa. Le associazioni sportive hanno un loro abbigliamento collaudato, talvolta consentono l’acquisto anche ai non soci.

Per la maglietta o maglie in genere io mi affido, per il viaggio, a quelle tecniche tipo running, trovabili a minimi prezzi. Leggere, pratiche, robuste e facili da lavare e asciugare.

Calzature: io uso scarpe mtb con attacchi spd. Monto pedali doppio uso: aggancio spd da una parte e gabbietta normale dall’altra, questo per ovviare a qualche problema eventuale al pedale o alle scarpe.

Per il resto si può fare come meglio si crede; non ho particolari predilezioni a parte quelle elencate sopra e mi porto appresso le stesse cose che userei normalmente con il riguardo che siano assolutamente necessarie e comprimibili. Avete mai sentito il modo di dire “vestire a cipolla” ?

Il casco sempre!

Nel complesso ora si potrebbe fare una stima della spesa.

Se si deve acquistare tutto quanto la spesa sarà notevole ... però

con le accortezze del caso e l’aiuto di qualche amico “scafato” il TUTTO potrebbe rientrare nel prezzaccio che qualcuno ventilava per l’acquisto della SOLA bicicletta.